Limes
Non esiste un solo confine di Tor Pignattara. Ce ne sono almeno due, tracciati con criteri diversi, e a confonderli si ottengono risultati strani: sulla carta del Comune il quartiere sta da un'altra parte rispetto a dove lo cercano i suoi abitanti.
Il confine amministrativo. Roma Capitale divide la città in zone urbanistiche e le pubblica come strato vettoriale nel Geoportale: è la fonte per chi vuole sapere dove finisce, ufficialmente, una zona. La zona 6A del Municipio V si chiama «Torpignattara». Ma la 6A finisce alla Casilina e a via di Acqua Bullicante, e comprende il Pigneto e la Marranella; via di Tor Pignattara, il mercato, Villa Certosa e le Vigne Alessandrine ricadono nella 6C «Quadraro», e il Mausoleo di Elena, la torre con le pignatte che ha dato il nome a tutto, nella 6B «Casilino».1 Nella mappa in fondo alla pagina queste zone sono le linee tratteggiate sottili.
Le carte che tutti guardano. Wikipedia apre così: «Torpignattara è la zona urbanistica 6A del Municipio Roma V»; solo più sotto ammette che i confini storici «si estendono a cavallo della via Casilina» dentro la 6C, e che il quartiere è fatto di tre parti, Tor Pignattara, la Marranella, Villa Certosa. Google Maps, a digitare «Tor Pignattara», disegna un contorno tratteggiato fra via Prenestina e via Casilina, da Porta Maggiore verso Villa Gordiani: il Pigneto, la Marranella, e niente di quello che sta dall'altra parte della Casilina. Somiglia alla 6A ma non è la 6A, arriva più a est. Le due carte più consultate mettono il quartiere dove i suoi abitanti dicono che non è.
Il confine storico. L'Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros disegna il quartiere con un altro criterio, storico, morfologico e identitario, non burocratico. La sua Tor Pignattara comprende Tor Pignattara propriamente detta, la Marranella, Villa Certosa e le Vigne Alessandrine,2 ed è chiusa a nord da largo Galeazzo Alessi, a ovest dalla ferrovia Roma–Napoli fino a via di Porta Furba, a sud dalla linea che va da via degli Oppii a via degli Angeli, via dell'Aeroporto di Centocelle e via dei Gordiani, a est da via Labico, via Cori, via Formia, via del Pigneto, via Frontino, via Zenodossio. L'Ecomuseo stesso avverte che non è «un perimetro di legge, ma un perimetro patrimoniale», valido perché le comunità del posto lo riconoscono.3 Nella mappa è il tratteggio spesso, e tutto quello che sta fuori è velato.
Il Comitato di Quartiere traccia lo stesso perimetro, e dice esplicitamente che la zona urbanistica lascia fuori «quella da tutti ritenuta il cuore del quartiere»: la parte a cavallo della Casilina, lungo via di Tor Pignattara, da via di Centocelle a viale Filarete. È la fonte migliore per l'uso corrente del nome, per come lo dicono gli abitanti.
Il lavoro dell'Ecomuseo non è soltanto un sito di quartiere. Stefania Ficacci ne ha fatto un caso di studio sulle fonti orali e sulla costruzione di un patrimonio comune, pubblicato dall'Università di Macerata in Proposte e ricerche, n. 78. Della stessa autrice, Tor Pignattara. Fascismo e Resistenza di un quartiere romano (FrancoAngeli, 2007) è il libro da cui partire per capire che cosa sia storicamente Tor Pignattara, il nucleo cresciuto tra la Casilina e l'acquedotto Alessandrino: archivi, giornali, memorie private, testimonianze degli abitanti. Non ne esce un poligono al metro, e non è quello che cerca.
Il confine di questo sito. Per dire che una cosa sta a Tor Pignattara, qui si usa il perimetro storico dell'Ecomuseo e del Comitato, non la 6A. Non è un confine amministrativo, e lo diciamo. Ne segue una cosa semplice: stare nella zona urbanistica 6C «Quadraro» non vuol dire non stare a Tor Pignattara.
Footnotes
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La 6A misura 2,27 km² (Roma Capitale, Annuario statistico 2024). Il suo perimetro corre lungo la ferrovia Roma–Sulmona–Pescara a nord, poi via di Portonaccio, via di Acqua Bullicante, via Teano, via Cori, via Norma, via Terracina, via Minturno, via Labico, via Policastro, di nuovo via di Acqua Bullicante, la Casilina a sud e la ferrovia FL4 fino al ponte sullo Scalo San Lorenzo. L'Ecomuseo osserva che comprende il Pigneto, i cosiddetti «Villini Santa Maria» fra via Minturno e via Formia e parte di Portonaccio e largo Preneste, e che ne resta fuori «l'area che nel quartiere è denominata, appunto, Tor Pignattara». ↩
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Tor Pignattara propriamente detta va dalla Casilina a via degli Angeli, attorno a via di Tor Pignattara; Villa Certosa, l'antico Borghetto degli Angeli, da via Filarete alla ferrovia; la Marranella sta all'angolo fra la Casilina e via di Acqua Bullicante; le Vigne Alessandrine lungo l'acquedotto, a sud. C'è poi un lembo detto «Parioletti», da via Tempesta a via Zenodossio, fra la Casilina e via Dulceri. Nuclei nati separati e saldatisi col tempo. ↩
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L'Ecomuseo è riconosciuto dalla Regione Lazio come istituzione museale di interesse regionale (determinazione del 7 ottobre 2019) ed è socio dell'ICOM; il perimetro viene da un lavoro con gli abitanti, fonti d'archivio, storia orale, laboratori di geografia di comunità. ↩